Cappella di Planté

La fede degli uomini di montagna.

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"Sono nata nel 1683, come testimonia la data incisa sul trave del mio tetto, su iniziativa di un gruppo di abitanti locali e dei villaggi vicini di La Frassy, Cheserolles, Darbelley e Chez Carral. Le stesse persone che, nel 1684, una volta terminata la mia costruzione, si sono incontrate per la seconda volta davanti a un notaio per assicurare, ciascuno con i propri mezzi e con grande sacrificio, una rendita per la mia manutenzione.
Due secoli dopo, nel 1867, è spettato al canonico Boson occuparsi del mio restauro e della mia decorazione, e, se non ricordo male, è stato in quel momento che la mia volta ha accolto i cuori sacri e il medaglione di fiori con il "Pellicano celeste dagli amori sublimi che si dà ai suoi piccoli e li nutre della propria vita”. Un omaggio a tutti quei fedeli dal gran cuore cui devo la mia presenza qui, oggi."

AneddotoLA CAPPELLA MIRACOLATA

Per ben due volte, nel 1843 e nel 1918, la cappella del villaggio di Planté è stata risparmiata dalle valanghe, mentre le case costruite ai suoi lati sono state spazzate via. La duplice protezione di sant’ Agata, solitamente invocata contro le calamità naturali, e di san Bernardo, patrono degli alpinisti e degli uomini di montagna, è probabilmente servita a qualcosa. Troverete i due santi raffigurati in bella vista sul dipinto d’altare insieme alla la Vergine con il Bambino e accompagnati dai santi Antonio, Giovanni Evangelista, Stefano, Carlo Borromeo e altri due santi, il cui nome è sconosciuto. Ma possiamo formulare anche un’altra ipotesi: forse è stato il bellissimo altare barocco della cappella, dotato di colonne tortili e della statua del Padre Eterno, a far sciogliere la neve con la sua vivace policromia e le sue sfavillanti dorature.

CAPPELLA DI PLANTÉ
LOC. PLANTÉ
Lon. 7.069458°
Lat. 45.640317°
1648 M
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